Economia e Diritti

Stangata sulla pensione anticipata: anche un semplice aiuto a un familiare può costarti 12 mesi di assegno

Stangata sulla pensione anticipataArriva la stangata per chi riceve la pensione anticipata - ripam.it

Pensione anticipata dal lavoro, ecco perché guadagnare qualche soldo extra aiutando un parente può costare molto caro.

In Italia andare in pensione prima è possibile ma, inutile dirlo, spesso si rivela un percorso a ostacoli. Quota 100, 102 e 103 sono nate per per attenuare la rigidità della legge Fornero, si è cercato in qualche modo di offrire una via d’uscita anticipata dal lavoro.

In cambio,  però, è stata imposta una condizione molto severa, ovvero il divieto quasi assoluto di cumulare pensione e redditi da lavoro subordinato. Una norma che sulla carta mira a evitare abusi ma che nella pratica sta generando casi limite spesso al confine con l’assurdo.

La stangata sulla pensione anticipata

Chi percepisce una pensione anticipata, in pratica, non può tornare a lavorare come dipendente. L’unico lavoro ammesso è quello autonomo occasionale, entro i 5000 euro lordi annui. Tutto il resto è vietato. E il prezzo dell’errore è altissimo, si dovrà infatti provvedere alla restituzione dell’intero assegno pensionistico percepito nell’anno, anche se il guadagno è stato di poche decine di euro.

Sulla base di questi dati, ecco emergere il nodo cruciale della questione, la sproporzione tra la violazione e la sanzione. Non conta l’importo guadagnato, in pratica, ma la tipologia di rapporto. Se l’attività viene considerata subordinata, scatta automaticamente l’incompatibilità e gli effetti economici sono devastanti.

Stangata sulla pensione anticipata

Cosa occorre sapere – ripam.it

Per anni la giurisprudenza ha avvallato questa posizone estremamente rigida. Poi è intervenuta la Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi su casi sempre più frequenti. La Consulta non ha cancellato il divieto di cumulo, ma ha imposto che la sanzione debba rispettare i principi di ragionevolezza e proporzionalità.

Punire con la perdita totale dei mezzi di sostentamento chi ha svolto un’attività sporadica e di valore economico marginale rischia di violare, infatti, i principi costituzionali. Questa apertura ha iniziato a produrre effetti concreti nei tribunali del lavoro.

Un precedente emblematico arriva da Vicenza. Un pensionato, comparso in una serie televisiva, aveva percepito un gettone di 78 euro. L’INPS gli aveva chiesto la restituzione di 24.000 euro. I giudici, con la sentenza n.195 del 16 aprile 2024 hanno annullato la sanzione, data l’entrata irrisoria e priva di reale significato economico.

Si tratta senza dubbio di un cambio di rotta importante. Per la prima volta si comincia a guardare oltre la forma giuridica e si va dritti alla sostanza. Ci si deve chiedere se l’attività svolta dopo il pensionamento anticipato rappresenti o meno una vera ripresa del lavoro e se ha inciso in modo concreto sul reddito del pensionato.

Il problema però resta aperto. Finché la normativa non verrà riscritta in modo chiaro, il rischio per chi è in pensione anticipata resta elevato.

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