Economia e Diritti

Risparmiare benzina è più semplice di quanto pensi: ti servono 10 secondi

Risparmiare benzina è più semplice di quanto pensiIl metodo che può dare un grande aiuto - ripam.it

I carburanti ormai sono ogni mese più cari e non sorprende dunque che ogni gesto alla guida venga osservato con grande attenzione.

Risparmiare benzina è ormai una necessità concreta per milioni di automobilisti che sono costantemente alle prese con accise immutate e un mercato energetico per ora ancora molto instabile.

In questo periodo molto incerto è tornato a girare un trucco molto semplice, quasi banale, ma molto efficace, ovvero il metodo dei 10 secondi.

Carburante caro, un problema strutturale

Dalla fine del 2022, complice il confltto in Ucraina e una serie di tensioni geopolitiche globali, il prezzo dei carburanti ha raggiunto livelli che pesano in modo significativo sui bilanci familiari.

La benzina è direttamente legata alle oscillazioni del petrolio greggio e risente senza dubbio della domanda e dell’offerta ma anche ma anche di fattori fiscali, costi di oscillazione, politiche ambientali e instabilità nelle aree di produzione.

Risparmiare benzina è più semplice di quanto pensi

Quando conviene davvero spegnere il motore? – ripam.it

Ecco quindi che ridurre i consumi non è mai stato più urgente. Anche perché nonostante l’invito a usare più spesso mezzi pubblici o mezzi alternativi, l’auto resta per molti indispensabile nella vita di tutti i giorni.

Che cos’è (davvero) la regola del 10 secondi

Secondo studi attribuiti alla Hinkle Charitable Foundation, spegnere il motore ogniqualvolta si presenti l’occasione non sempre equivale a risparmiare sul carburante. Anzi, se la sosta dura meno di 10 secondi, non converrebbe spegnere l’auto. Il motivo è tecnico ma intuitivo: l’accensione del motore richiede un picco di carburante superiore a quello consumato mantenendo al minimo per pochi istanti.

In pratica, fermarsi al semaforo in una breve coda o in una piazzola per pochi secondi non giustifica lo spegnimento. Al contrario il continuo ciclo di arresto e riaccensione può anche porre sotto stress le batterie e il motorino di avviamento.

Nonostante ciò, questa regola resta poco applicata. In parte per abitudine, in parte per una percezione errata. Il motore acceso viene associato comunemente allo spreco, ma i dati dimostrano che gli automobilisti restano per circa 16 minuti al giorno con il motore acceso al minimo, soprattutto in città.

Va da sé, quindi, che una gestione più oculata di momenti di “pausa” potrebbe incidere, nel tempo, sui consumi complessivi. Va detto che le auto moderne dotate di sistema Start&Stop gestiscono autonomamente questo equilibrio e spengono e riaccendono il motore solo quando è davvero necessario.

Detto questo, la regola dei 10 secondi pur non risolvendo definitivamente il problema dello spreco del carburante è senza dubbio un piccolo accorgimento che può fare la differenza. Altrettanto importanti sono la guia fluida, la pressione corretta degli pneumatici, i carichi inutili eliminati e la manutenzione regolare.

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