Economia e Diritti

Prima casa e assegno unico più ricchi con il nuovo ISEE 2026: fai domanda entro febbraio per non restare indietro

Questa novità normativa interessa in modo particolare le famiglie con figli conviventi e proprietarie di un immobile adibito ad abitazione principaleLe novità sull'ISEE e la franchigia per la prima casa (www.ripam.it)

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una riforma sostanziale nel calcolo dell'(ISEE), con impatti su molteplici prestazioni sociali.

Questa novità normativa interessa in modo particolare le famiglie con figli conviventi e proprietarie di un immobile adibito ad abitazione principale, soprattutto se residenti nei capoluoghi di città metropolitane, dove il costo della vita e i valori immobiliari sono tradizionalmente più elevati.

Dal 2026, il valore catastale dell’abitazione principale incide meno nel calcolo dell’ISEE grazie all’introduzione di una franchigia base innalzata a 91.500 euro. Per i nuclei familiari residenti nei capoluoghi di città metropolitane, questa franchigia sale significativamente fino a 200.000 euro, compensando così l’inflazione dei valori immobiliari e il maggior costo della vita tipici di queste aree urbane.

Si tratta di un adeguamento che mira a rendere l’ISEE uno strumento più equo e aderente alla reale capacità economica dei nuclei familiari, evitando che la proprietà della casa di abitazione principale comporti un’ingiustificata penalizzazione nell’accesso alle prestazioni sociali. Senza questo correttivo, molte famiglie con redditi medi rischierebbero di risultare “più ricche” solo sulla carta, con conseguente esclusione o riduzione degli aiuti previsti.

In aggiunta alla franchigia base, è prevista una maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo, una modifica significativa rispetto al passato, quando tale maggiorazione scattava solo dal terzo figlio. Questo significa che, nel conteggio del patrimonio immobiliare ai fini ISEE, al valore catastale si sottraggono la franchigia base, le maggiorazioni per i figli e l’eventuale mutuo residuo ancora in corso.

L’effetto combinato di questi elementi porta a una riduzione della componente patrimoniale nel calcolo dell’ISEE, facilitando così l’accesso a misure di sostegno come l’assegno unico universale, con la concreta possibilità di ottenere l’importo massimo previsto. Per fare un esempio pratico, una famiglia con due figli, proprietaria di una casa a Bologna e con un mutuo in corso, potrà beneficiare di un aumento annuale dell’assegno unico di diverse centinaia di euro rispetto al sistema precedente alla riforma.

Impatti sulle prestazioni sociali e la necessità di presentare la DSU aggiornata

Oltre all’assegno unico, il calo dell’ISEE determina effetti positivi anche su altre prestazioni sociali legate al reddito, quali il bonus asilo nido, le agevolazioni comunali per mense scolastiche, trasporti e servizi educativi, nonché il bonus sociale per le utenze di luce, gas e acqua.

È importante sottolineare che queste nuove regole non si applicano automaticamente: per poter usufruire del nuovo calcolo dell’ISEE, è indispensabile presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). L’ISEE calcolato nel 2025 resta valido secondo i criteri precedenti, pertanto chi desidera beneficiare delle franchigie maggiorate deve presentare entro il 28 febbraio 2026 la DSU aggiornata, tramite il portale Inps, i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o i patronati.

Questa scadenza è cruciale. Se la DSU viene presentata entro il 28 febbraio, l’Inps ricalcolerà l’ISEE con i nuovi parametri e riconoscerà gli importi maggiorati dell’assegno unico già a partire da gennaio 2026, con il pagamento degli arretrati relativi ai mesi precedenti. Se invece la DSU viene presentata dopo tale data, l’adeguamento sarà valido soltanto a partire dal mese di presentazione della dichiarazione, senza conguagli retroattivi.

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Modalità di compilazione e dati di riferimento per la DSU 2026- ripam.it

La DSU è il documento essenziale per il calcolo dell’ISEE e deve essere compilata con attenzione. Il modello prevede la raccolta di dati autodichiarati e precompilati, che includono i redditi del nucleo familiare (riferiti al 2024 per le dichiarazioni del 2026), il patrimonio mobiliare e immobiliare al 31 dicembre 2024 e altre informazioni necessarie, come le giacenze medie dei conti correnti.

Da agosto 2022 è possibile autorizzare la precompilazione dei dati dei componenti maggiorenni del nucleo familiare tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS), semplificando notevolmente il processo di rilascio dell’ISEE.

La compilazione della DSU può essere effettuata online attraverso il Portale unico ISEE dell’INPS oppure tramite i CAF e patronati, che offrono assistenza gratuita e possibilità di verifica della correttezza dei dati inseriti. La DSU può essere di tipo mini, integrale o specifica a seconda delle prestazioni sociali richieste e delle caratteristiche del nucleo familiare.

L’ISEE così calcolato ha validità fino al 31 dicembre 2026, con possibilità di richiedere l’ISEE corrente in caso di variazioni significative del reddito o del patrimonio durante l’anno.

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