Pensione senza contributi, ecco che nel 2026 l’assegno sale: quali sono i requisiti da rispettare e le cifre da considerare
Il tema della pensione senza contributi continua a essere centrale nel dibattito sul welfare italiano, soprattutto in vista delle novità introdotte per il 2026. L’assegno sociale, destinato a chi non ha maturato un’anzianità contributiva sufficiente, presenta quest’anno aggiornamenti importanti per quanto riguarda importi, requisiti e modalità di accesso.
Dal primo gennaio 2026, l’importo dell’assegno sociale è aumentato, seguendo l’adeguamento all’inflazione e le indicazioni del Governo per sostenere le fasce più fragili della popolazione. L’assegno, riconosciuto a chi non ha maturato contributi previdenziali sufficienti, ha un valore mensile che si attesta intorno a 600 euro lordi, con lievi variazioni a seconda della situazione familiare e del reddito individuale.
Possono richiedere l’assegno sociale i cittadini italiani, comunitari e stranieri che abbiano almeno 67 anni di età e un reddito personale inferiore a una soglia stabilita annualmente dall’INPS. Per il 2026, questo limite è stato aggiornato a circa 7.500 euro annui, un dato che consente a una platea più ampia di beneficiari di accedere al sostegno economico.
Requisiti e procedure per accedere alla pensione senza contributi
L’assegno sociale non richiede un minimo di contributi versati, ma impone il rispetto di criteri stringenti sul reddito e sulla residenza. È necessario risiedere legalmente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Inoltre, il richiedente deve dimostrare di non percepire altre forme di pensione o di reddito che superino i limiti indicati.

Pensione senza contributi: nel 2026 l’assegno sale, tutti i dettagli- ripam.it
Le domande si presentano esclusivamente tramite il portale INPS, con l’assistenza di patronati o tramite intermediari abilitati. L’Istituto verifica i requisiti reddituali e anagrafici, procedendo all’erogazione dell’assegno per 13 mensilità nell’arco dell’anno.
L’aumento dell’assegno sociale nel 2026 riflette le politiche di contrasto alla povertà e di sostegno a chi non ha potuto accumulare contributi previdenziali, spesso a causa di situazioni di lavoro irregolare o di esclusione dal mercato del lavoro. L’adeguamento degli importi è stato accompagnato da un monitoraggio più rigoroso delle condizioni di accesso, per garantire l’equità e la sostenibilità del sistema.
Gli esperti sottolineano come questi interventi siano fondamentali per tutelare gli anziani più vulnerabili, ma evidenziano anche la necessità di riforme strutturali che favoriscano l’inclusione previdenziale fin dalla giovane età. Nel 2026, dunque, l’assegno sociale si conferma uno strumento essenziale per la protezione sociale in Italia, con condizioni e importi aggiornati in linea con il contesto economico attuale.
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