Economia e Diritti

Nuovi bonus 2026 ma attenzione, molti spariscono all’improvviso: la lista che nessuno vuole leggere

Stop bonus 2026Addio a questi bonus nel 2026 - (ripam.it)

La Legge di Bilancio 2026 ridisegna il panorama dei bonus: conferme, novità per famiglie e imprese, ma anche tagli a storiche agevolazioni

Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026, il Governo italiano ha introdotto un riassetto significativo nel sistema delle agevolazioni fiscali e bonus statali, toccando settori fondamentali come edilizia, famiglia, lavoro ed energia.

Le misure adottate mirano a rendere gli incentivi più sostenibili per le finanze pubbliche e maggiormente focalizzati sulle categorie più bisognose, confermando alcuni bonus, modificandone altri e abolendo diverse agevolazioni storiche.

Bonus confermati e prorogati per il 2026

Tra i bonus confermati per il 2026 spicca innanzitutto il bonus bollette, pensato per contrastare il caro energia e rivolto alle famiglie con un Isee fino a 25.000 euro. Il contributo, pari a 200 euro, viene erogato automaticamente in bolletta senza necessità di presentare domanda. Rinnovata anche la Social Card, o Carta Acquisti, destinata agli over 65 e alle famiglie con bambini sotto i 3 anni, con un tetto Isee fissato a 8.117,17 euro.

Bonus cancellati

I bonus cancellati – (ripam.it)

Nel comparto edilizio, il bonus mobili continua a garantire una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati a immobili oggetto di ristrutturazione. Il tetto massimo di spesa rimane a 5.000 euro, a condizione che i lavori edilizi siano già stati avviati.

Confermata anche l’agevolazione sui bonus elettrodomestici: è previsto uno sconto in fattura fino al 30%, con un limite massimo di 100 euro e un incremento a 200 euro per le famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro.  Tra i bonus sociali, resta operativo anche il bonus psicologo, accessibile a chi ha un Isee fino a 50.000 euro, con importi che variano da 500 a 1.500 euro per sostenere le spese di psicoterapia.

La Carta “Dedicata a te” viene confermata per il 2026, offrendo un contributo di 500 euro per beni essenziali alle famiglie con Isee fino a 15.000 euro. A partire dal 2027, invece, tornerà il bonus Valore Cultura, dedicato ai maturandi per l’acquisto di libri, ingressi a concerti, musei ed eventi culturali.

Per quanto riguarda l’efficientamento energetico, il Ecobonus mantiene la detrazione al 50% per interventi sulla prima casa e al 36% per gli altri immobili, escludendo però gli impianti a combustibili fossili. Il Sismabonus non subisce modifiche e continua a offrire vantaggi per edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, con benefici maggiori per l’abitazione principale.

Il 2026 segna anche alcuni cambiamenti importanti in ambito familiare e scolastico. Il bonus nuovi nati prevede un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni nascita o adozione, destinato alle famiglie con Isee sotto i 40.000 euro. Parallelamente, il bonus asilo nido è stato ampliato fino a un massimo di 3.600 euro annui.

Il bonus mamme lavoratrici aumenta la sua quota mensile da 40 a 60 euro. Questo sostegno, esente da tassazione, è riservato a madri lavoratrici con almeno due figli e Isee fino a 40.000 euro. Un’importante estensione riguarda il bonus libri scolastici, ora valido anche per gli studenti delle scuole superiori appartenenti a famiglie con Isee inferiore a 30.000 euro.

Il 2026 sancisce anche la fine di alcune agevolazioni storiche. Tra i bonus cancellati figura il bonus sport per i figli, che non sarà più rinnovato; restano validi solo i percorsi già avviati entro dicembre 2025 e conclusi entro giugno 2026.

Viene inoltre abolito il bonus imprenditori under 35, l’incentivo che garantiva fino a 18.000 euro in tre anni per nuove attività in settori strategici, un segnale che potrebbe influenzare le politiche di sostegno al giovane imprenditorialità.

Infine, il Superbonus esce definitivamente di scena: dal 2026 sarà attivo solo in casi residuali, come lavori già avviati o interventi in aree colpite da eventi sismici, segnando la fine di una delle agevolazioni più rilevanti degli ultimi anni nel campo dell’edilizia sostenibile.

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