La gestione delle prestazioni per invalidità, rappresentano un tema di grande rilevanza sociale e normativa in Italia.
L’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) svolge un ruolo cruciale nel processo di accertamento, revisione e mantenimento dei diritti spettanti ai soggetti con disabilità. Le recenti novità normative e operative, in vigore dal 2025, hanno introdotto importanti aggiornamenti sulle modalità di svolgimento delle visite di revisione e sulla gestione delle condizioni di invalidità.
La pensione di invalidità è una prestazione economica rivolta a chi presenta un’incapacità lavorativa totale e permanente, correlata a una menomazione fisica, intellettiva o psichica che determina una riduzione della capacità lavorativa non inferiore a un terzo, come previsto dalla Legge n. 118 del 1971. Per accertare la gravità e la permanenza della condizione invalidante, una Commissione medica dell’ASL effettua valutazioni cliniche dettagliate e attribuisce una percentuale di invalidità: da un minimo del 33% a una condizione di non autosufficienza al 100%.
Di norma, l’invalidità civile definitiva non richiede visite di revisione, soprattutto in presenza di menomazioni irreversibili come la perdita di un arto o di un senso. Tuttavia, l’INPS può convocare visite straordinarie, soprattutto in presenza di innovazioni terapeutiche o tecnologiche che migliorano la capacità lavorativa del soggetto, come l’adozione di protesi avanzate o trapianti.
Dal 1° gennaio 2025, in base al D.Lgs. 62/2024 e alle istruzioni operative contenute nel messaggio INPS n. 188/2025, sono state semplificate le procedure di revisione, in particolare per i soggetti con patologie oncologiche. In questi casi la visita potrà avvenire mediante valutazione documentale degli atti clinici, a condizione che la documentazione fornita consenta un esame obiettivo. L’interessato riceverà una comunicazione INPS con l’invito a trasmettere entro 40 giorni la documentazione sanitaria, dopodiché la Commissione medica potrà esprimere un giudizio senza convocare la persona a visita diretta. Rimane comunque possibile richiedere espressamente la visita in presenza tramite domanda al Centro Medico Legale competente.
È importante sottolineare che la mancata presentazione alla visita di revisione, senza giustificato motivo, comporta la sospensione immediata della prestazione economica e dei benefici connessi, con revoca definitiva dopo 90 giorni dall’avviso di sospensione, come previsto dall’articolo 37 della legge 448/1998 e dal DPR 698/1994.
Convocazione e modalità delle visite di revisione INPS
Secondo il messaggio INPS n. 926/2022, la convocazione alla visita di revisione è di esclusiva competenza dell’Istituto e avviene senza necessità di domanda da parte dell’interessato. Quattro mesi prima della scadenza prevista nel verbale di invalidità o handicap, il cittadino viene informato tramite lettera raccomandata di inviare la documentazione sanitaria aggiornata attraverso il portale online INPS, servizio “Allegazione documentazione Sanitaria Invalidità Civile”.
Se la documentazione è ritenuta idonea, si procede alla valutazione sugli atti senza bisogno di visita diretta. In caso contrario, o in assenza di documentazione entro i termini, viene fissata una visita medica in presenza. L’INPS ricorda che l’assenza ingiustificata all’appuntamento comporta la sospensione della pensione e degli altri benefici. È possibile giustificare l’assenza per motivi sanitari o amministrativi, con successiva nuova convocazione.
Per agevolare il rispetto degli appuntamenti, l’INPS utilizza sistemi di chiamata telefonica e invio di SMS di promemoria, oltre a permettere agli iscritti di aggiornare i recapiti telefonici tramite il proprio profilo MyINPS.
Non sono soggetti a revisione automatica i neomaggiorenni titolari di indennità di accompagnamento, per i quali al compimento della maggiore età è prevista la conversione automatica in prestazioni per invalidi maggiorenni senza visita. Per i minori titolari di indennità di frequenza, invece, è prevista la possibilità di presentare domanda di accertamento entro sei mesi prima della maggiore età, con erogazione provvisoria delle prestazioni in attesa della verifica sanitaria.

Aggiornamenti 2026 sui limiti reddituali e sull’importo delle pensioni di invalidità – ripam.it
Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha aggiornato gli importi delle pensioni di invalidità civile e i limiti di reddito che consentono di mantenere tali prestazioni. La pensione base mensile per invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti passa da 336,00 a 340,71 euro, un aumento modesto ma significativo in un contesto di rivalutazione economica.
Parallelamente, sono stati adeguati i limiti reddituali: per gli invalidi civili totali, ciechi e sordomuti il limite passa da 19.772,50 euro a 20.029,55 euro annui, mentre per gli invalidi parziali con percentuale tra il 74% e il 99%, e per l’indennità di frequenza dei minori, la soglia sale da 5.771,35 a 5.852,21 euro.
Questi aggiornamenti sono fondamentali per garantire la continuità delle prestazioni e per rispondere alle esigenze reali dei beneficiari in un periodo di inflazione e mutamenti economici.
Revisione dell'invalidità: procedure e novità normative(www.ripam.it) 






