Economia e Diritti

Il bonifico che non arriva: scopri il nuovo meccanismo di prelievo forzoso sui compensi PA

bonifico PaNovità con i bonifici - Ripam.it

Dal 15 giugno 2026 la PA potrà bloccare o decurtare i compensi ai professionisti con debiti fiscali, senza soglia minima. Critiche da CNF e dubbi di legittimità costituzionale.

A partire dal 15 giugno 2026, la Pubblica Amministrazione introdurrà un nuovo meccanismo di controllo e prelievo forzoso sui compensi dovuti ai lavoratori autonomi per prestazioni professionali. Questa misura, prevista dalla legge 199/2025, modifica radicalmente le procedure di pagamento, consentendo agli enti pubblici di verificare la regolarità fiscale dei professionisti e di bloccare o decurtare automaticamente i compensi in presenza di debiti iscritti a ruolo, senza più alcuna soglia minima di importo.

Nuove regole sul blocco automatico dei compensi professionali

In precedenza, il controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) scattava esclusivamente per pagamenti superiori a 5.000 euro. La riforma del 2025 elimina questa soglia, estendendo il controllo a qualsiasi pagamento effettuato dalla Pubblica Amministrazione ai professionisti titolari di reddito da lavoro autonomo. Di conseguenza, anche per debiti di modesto importo – come una multa non pagata o una sanzione amministrativa – il pagamento della parcella può essere bloccato o decurtato.

L’articolo 1, comma 725 della legge 199/2025 stabilisce che, in caso di inadempienza da parte del professionista, gli agenti della riscossione hanno l’obbligo di trattenere l’importo necessario a coprire il debito fiscale, versando direttamente tale somma all’agente della riscossione e soltanto l’eventuale residuo al beneficiario. Questo significa che il professionista rischia di non ricevere il compenso per prestazioni regolarmente eseguite, anche se l’irregolarità fiscale riguarda un debito di importo minimo.La norma ha suscitato forti critiche da parte delle associazioni di categoria, in particolare dal Consiglio Nazionale Forense (CNF), che ne ha denunciato la natura «vessatoria e discriminatoria». Il CNF, presieduto a partire dal 2023 da Francesco Greco, ex magistrato noto per il suo ruolo di Procuratore della Repubblica a Milano e per la partecipazione a importanti indagini giudiziarie come Mani Pulite, ha evidenziato i rischi di una paralisi dell’attività professionale.

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Pagamenti con bonifico PA: cosa cambia – Ripam.it

Dal punto di vista costituzionale, il provvedimento appare in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza. Vi sono due principali criticità:

  • Disparità di trattamento tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, inclusi quelli pubblici. I lavoratori dipendenti continuano a percepire la retribuzione anche in presenza di debiti fiscali o contributivi, con il recupero effettuato successivamente dall’Amministrazione finanziaria. Al contrario, i professionisti autonomi possono trovarsi senza compenso immediato, nonostante abbiano regolarmente eseguito le prestazioni.
  • Discriminazione tra professionisti che operano prevalentemente con la Pubblica Amministrazione e quelli che lavorano per clienti privati. Solo i primi rischiano il blocco integrale dei compensi a causa di debiti fiscali, situazione che appare ingiustificata.

Un ulteriore aspetto critico riguarda la tutela del diritto di difesa. Con la nuova disciplina, il blocco dei compensi avviene senza l’emissione di un atto di pignoramento formale. Ciò priva il professionista della possibilità di contestare immediatamente eventuali vizi nella notifica delle cartelle esattoriali. Spesso, infatti, i debiti iscritti a ruolo derivano da cartelle mai ricevute, annullate o comunque illegittime.

La giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il contribuente può impugnare il pignoramento qualora questo sia il primo atto con cui viene a conoscenza della pretesa tributaria. L’assenza di tale atto formale con la nuova normativa potrebbe quindi lasciare il professionista privo di una tutela preventiva efficace, esponendolo a una sospensione immediata dei pagamenti senza possibilità di opposizione tempestiva.

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