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ChatGPT Health: l’AI che legge le cartelle cliniche. Come funziona e cosa cambia per medici e pazienti

ChatGPTHealth: l’AI che legge le cartelle clinicheLa nuova funzione che sta facendo discutere - ripam.it

ChatGPT Health è il nuovo strumento OpenAI che intende aiutare le persone a far luce sul proprio stato di salute. Ma non sostituisce i medici.

L’intelligenza artificiale ha fatto un altro passo (importante) dentro la nostra vita privata. E questa volta lo ha fatto oltrepassando la porta più delicata, quella della salute. OpenAI ha presentato ChatGPT Health, una nuova versione del chatbot pensata per analizzare dati medici personali e aiutare gli utenti a interpretare esami e informazioni cliniche.

Di certo una vera (ed ennesima) rivoluzione, ma senza dubbio anche un terreno scivoloso sul quale avventurarsi. E non mancano i doverosi interrogativi e timori.

Cos’è ChatGPT Health e cosa promette

ChatGPT mette subito le mani avanti, ChatGPT Health non sostituisce il medico. Non formula diagnosi né prescrive farmaci, si tratta di un semplice supporto informativo pensato per rendere più comprensibili dati spesso poco oscuri ai non addetti ai lavori.

Dietro il progetti ci sarebbero oltre 260 medici di 60 Paesi diversi che hanno contribuito alla definizione del linguaggio clinico  e degli standard di risposta, basandosi anche su Benchmark dedicati come HealthBench, progettati proprio per identificare situazioni potenzialmente a rischio.

ChatGPTHealth: l’AI che legge le cartelle cliniche

La nuova piattaforma non sostituisce il medico – ripam.it

Il procedimento è piuttosto intuitivo, l’utente può caricare sulla piattaforma i dettagli delle app mediche liere oppure anche manualmente referti medici o documenti. Il sistema procede poi a elaborare le informazioni e a restituire informazioni dettagliate e spiegate in modo semplice su dettagli fuori dalla norma.

Il nodo privacy

La questione più sensibile riguarda, ancora una volta, i dati personali e il loro trattamento. ChatGPT Health opera in uno spazio separato dal resto del chatbot, la sua memoria è crittografata e isolata.

OpenAI ha precisato che i dati forniti non verranno in alcun modo utilizzati per addestrare i modelli e potranno essere cancellati in qualsiasi momento, così come si scollegano le app collegate. La crittografia non è quella classica end-to-end e il servizio non è soggetto automaticamente alle normative sanitarie come HIPAA. Questo significa che non ha le stesse tutele di un sistema clinico.

Non a caso l’accesso completo alle cartelle cliniche sarà inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti. In Europa, Regno Unito e Svuzzera la normativa sulla protezione dati personali impedisce per ora l’incrocio diretto di informazioni sanitarie sensibili.

Chiaramente la nuova funzione ha fatto sollevare più di un sopracciglio, in tutto il mondo. C’è infatti chi guarda con sospetto la novità e non si fida del tutto dei responsi ottenuti. Ma, come già ha messo in chiaro OpenAI, questo strumento non si sostituisce al rapporto medico-paziente, scambiarlo per una sorta di “oracolo” rischia di dar vita a un pericoloso scontro tra tecnologia e fragilità umana.

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