Queste novità impongono un’attenta revisione delle strategie di pensionamento e sollevano dubbi sull’impatto sociale delle restrizioni.
La manovra economica 2026 introduce importanti modifiche nel sistema della pensione anticipata, con impatti significativi soprattutto per i lavoratori precoci e per coloro che svolgono mansioni usuranti.
Questi cambiamenti comportano una stretta sulle agevolazioni previste, con tagli alle risorse e limitazioni nelle modalità di accesso al pensionamento anticipato, generando preoccupazioni tra migliaia di lavoratori.
Stop al cumulo delle rendite complementari per la pensione anticipata
Una delle novità più rilevanti riguarda la sospensione della possibilità di cumulare gli importi derivanti da diverse forme di previdenza complementare per anticipare la pensione di vecchiaia. Questa opportunità, inizialmente prevista per il 2025, permetteva ai lavoratori interamente in regime contributivo con almeno 20 anni di contributi di sommare diverse rendite integrative per raggiungere il requisito minimo mensile necessario all’accesso al trattamento pensionistico.
La decisione di bloccare questa misura rappresenta un duro colpo per chi aveva pianificato il pensionamento anticipato proprio facendo leva sul cumulo delle pensioni complementari.

Le regole per la pensione anticipata – ripam.it
Inoltre, le risorse destinate all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci subiranno un’ulteriore contrazione: la dotazione finanziaria sarà ridotta di 50 milioni di euro nel 2033 e di 100 milioni a partire dal 2034.
Riduzioni anche per il Fondo pensione usuranti
Parallelamente, il Fondo destinato al pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in attività particolarmente faticose e pesanti, definite mansioni usuranti, subirà un taglio di 40 milioni di euro annui a partire dal 2033, passando dagli attuali 233 milioni a 194 milioni.
Questi lavori, caratterizzati da un alto livello di stress fisico e rischio di infortuni, sono riconosciuti dal D. Lgs. n. 67 del 2011, che prevede requisiti agevolati per il pensionamento.
Tra le attività considerate usuranti rientrano, tra le altre, i lavori in galleria, cava o miniera, le operazioni in cassoni ad aria compressa, i palombari, le mansioni ad alte temperature (come nelle fonderie), la lavorazione del vetro cavo, i lavori in spazi ristretti come in ambito navale e le attività di asportazione dell’amianto.
Requisiti e modalità di accesso alla pensione anticipata per lavori usuranti
L’accesso alla pensione anticipata per chi svolge mansioni usuranti richiede la presentazione di una domanda all’INPS, che valuta la sussistenza di tutte le condizioni di legge, come la cessazione del rapporto di lavoro. Dal 2017, per queste categorie non si applicano le “finestre mobili”, ossia il differimento temporale tra il raggiungimento dei requisiti e l’effettiva decorrenza della pensione.
Per beneficiare delle agevolazioni, l’attività usurante deve essere svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro o per almeno metà della vita lavorativa complessiva. I requisiti richiesti variano in base alla tipologia di lavoro e alla condizione di dipendente o autonomo, con parametri specifici di età e anzianità contributiva, come le cosiddette “quote” che sommano età e contributi, variabili da 97,6 a oltre 100,6.
Dal 2016 al 2026, per esempio, un lavoratore dipendente impegnato in mansioni particolarmente usuranti deve raggiungere una quota minima di 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, mentre per un autonomo la quota sale a 98,6 con almeno 62 anni e 7 mesi.
Nuove categorie di mansioni particolarmente gravose
Il legislatore ha inoltre istituito una nuova categoria di mansioni particolarmente gravose, che consente l’accesso a trattamenti pensionistici agevolati.
Tra queste rientrano, tra gli altri, addetti alla concia di pelli e pellicce, operatori ecologici, conducenti di camion e treni, infermieri e ostetriche su turni, maestre di asilo nido, operai edili, addetti ai servizi di pulizia e assistenza a persone non autosufficienti.
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