Le nuove misure fiscali 2026 prevedono incentivi per redditi fino a 20.000 euro, agevolazioni su affitti e sostegno alle imprese
Con l’avvicinarsi della stagione delle dichiarazioni fiscali, emergono importanti novità dai Modelli dichiarativi 2026 diffusi dall’Agenzia delle Entrate, che introducono incentivi economici significativi destinati a famiglie, lavoratori e imprese.
Tra le misure più rilevanti spicca un bonus economico fino a 960 euro, pensato per sostenere i redditi medio-bassi e favorire la stabilità occupazionale.
Modelli dichiarativi 2026: le novità per famiglie e lavoratori
Le recenti bozze riguardano principalmente i modelli più utilizzati per la dichiarazione dei redditi: Modello 730, Redditi Persone Fisiche, Certificazione Unica, oltre a quelli destinati a società e enti, come il Modello 770 e le dichiarazioni relative a IVA e IRAP. L’impostazione generale della riforma fiscale si concentra su quattro obiettivi principali:
- Sostenere i redditi medio-bassi
- Incentivare il lavoro stabile
- Premiare le imprese in regola
- Semplificare il sistema tributario
Il focus principale riguarda l’introduzione di un sostegno economico mirato a chi possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 20.000 euro. In questo caso, il bonus può arrivare fino a 960 euro e rappresenta un vantaggio netto, poiché l’importo non concorre alla formazione del reddito imponibile.

I dettagli sul bonus – (ripam.it)
Per accedere al bonus è cruciale che il lavoratore dipendente o assimilato abbia un reddito annuo complessivo massimo di 20.000 euro. Questa soglia rappresenta il requisito essenziale per beneficiare del sostegno economico diretto. Per chi supera tale limite, è prevista una detrazione fiscale applicata sull’imposta lorda, con un tetto di 40.000 euro di reddito, come misura per alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi.
Il meccanismo è strutturato per garantire un beneficio concreto e tangibile, mirando a rafforzare il potere d’acquisto di una larga fascia di contribuenti, in particolare coloro che più hanno risentito dell’aumento del costo della vita.
Tra le novità più significative figura il bonus affitto destinato ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato nel corso del 2025. Questa misura prevede che il datore di lavoro possa erogare o rimborsare fino a 5.000 euro annui per coprire:
- Canoni di locazione
- Spese di manutenzione dell’abitazione in affitto
Si tratta di un intervento strategico volto a sostenere la stabilità abitativa dei lavoratori e a contrastare l’incremento dei costi degli affitti, che rappresentano una delle principali voci di spesa per le famiglie italiane.
Parallelamente, la riforma introduce agevolazioni fiscali per le imprese, in particolare per quelle che scelgono di aderire al concordato preventivo biennale 2025-2026. Per queste realtà è prevista l’applicazione di un’imposta sostitutiva, studiata per offrire maggiore certezza sul carico fiscale e una migliore pianificazione economica nel medio termine.
Le anticipazioni sui modelli dichiarativi 2026 delineano una chiara volontà di rendere il sistema tributario più equo e accessibile, in particolare per:
- Famiglie con redditi medio-bassi
- Lavoratori dipendenti e assimilati
- Imprese che investono e contribuiscono alla crescita economica
Le misure in corso di definizione puntano a una riduzione significativa della pressione fiscale sui redditi più vulnerabili, accompagnata da una semplificazione normativa che dovrebbe facilitare le procedure di dichiarazione e pagamento delle imposte.
Il quadro normativo suggerisce inoltre la possibilità di un aumento del bonus fino a 1.000 euro per chi rispetta i requisiti reddituali, insieme a ulteriori interventi di sostegno per il lavoro stabile e l’accesso all’abitazione in affitto.
Queste innovazioni fiscali rappresentano una risposta concreta ai bisogni emergenti della società italiana, in un contesto di difficoltà economiche e crescente incertezza, confermando il ruolo centrale dello Stato nel supporto a cittadini e imprese.
Il bonus da 960 euro - (ripam.it)






