Economia e Diritti

Agenzia delle Entrate, quanti anni devono passare per tirare un sospiro di sollievo

Agenzia delle Entrate, quanti anni devono passare per tirare un sospiro di sollievoModalità di compilazione e dati di riferimento per la DSU 2026- ripam.it

Oltre questi termini puoi avere la certezza che il Fisco non potrà più bussare alla tua porta. Quello che devi sapere.

Un numero dimenticato, una detrazione non dovuta, un reddito mal riportato. Sono errori spesso involontari quando si parla di dichiarazione dei redditi, ma che lasciano il timore di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate anche a distanza di anni.

Data la frequenza con la quale questi errori si presentano, capire fino a quando il Fisco può intervenire per sanzionarli è chiaramente fondamentale per orientarsi senza patemi d’animo tra scadenze e verifiche.

Quando l’Agenzia delle Entrate può avviare i controlli?

La legge non lascia spazio a interpretazioni arbitrarie. Come sappiamo, i poteri di accertamento del Fisco sono soggetti a termini precisi. Ciò significa che esiste una vera e propria scadenza oltre la quale l’amministrazione finanziaria non può contestare irregolarità.

Il punto di partenza è distinguere due situazioni molti diverse tra loro, ovvero chi ha presentato la dichiarazione con omissioni o errori e chi invece non l’ha presentata affatto, pur avendone l’obbligo.

Facciamo un esempio, con il caso più comune. Il contribuente compila il modello 730 o Redditi ma dimentica un reddito o inserisce una detrazione non spettante. In questa situazione l’Agenzia delle Entrate ha tempo fino al 31 dicembre del sesto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata per notificare l’avviso di accertamento.

Agenzia delle Entrate, quanti anni devono passare per tirare un sospiro di sollievo

Cosa devi sapere – ripam.it

Un esempio concreto: se presenti (o avresti dovuto presentare) la dichiarazione dei redditi nel 2025 per i redditi del 2024 il Fisco potrà controllare e contestare eventuali irregolarità fino al 31 dicembre 2031. Dopo quella data, il periodo è definitivamente “coperto”.

Dichiarazione mai presentata

Diverso e più delicato il caso in cui la dichiarazione dei redditi non venga presentata affatto, pur in presenza di redditi imponibili. Qui la legge considera la violazione più grave e concede all’Agenzia delle Entrate un margine di intervento più ampio.

I controlli possono arrivare fino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. In sostanza, il contribuente resta esposto ai controlli per quasi otto anni.

Riprendendo l’esempio di prima, per fare ulteriore chiarezza: redditi 2024, dichiarazione non presentata nel 2025. Il Fisco potrà intervenire fino al 31 dicembre 2032.

C’è da dire che molti contribuenti si accorgono tardi di aver commesso un errore. In questi casi la strada migliore è valutare strumenti come il ravvedimento operoso che consente di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte.

Senza dubbio, comunque, prevenire è meglio che curare. Resta importante controllare sempre la correttezza dei dati inviati e, qualora non ci si sentisse sicuri, meglio affidarsi a un professionista per evitare errori anche banali.

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