In un’epoca in cui la tecnologia domina le nostre giornate, cresce una tendenza che punta a ristabilire la qualità dell’esperienza umana.
Questa nuova forma di digital detox si sta diffondendo rapidamente nei ristoranti di lusso e non solo, proponendo un ritorno a una convivialità più autentica e senza distrazioni digitali.
Secondo l’ultima indagine realizzata da TheFork nel 2025, il fenomeno del telefono sempre presente durante i pasti sta subendo un’inversione di tendenza significativa. Il report “La distrazione a tavola” evidenzia che solo il 23% degli intervistati utilizza frequentemente il cellulare mentre mangia fuori casa, un numero in diminuzione rispetto al 30% rilevato l’anno precedente. Parallelamente, il 77% degli intervistati dichiara di usare il telefono raramente o mai durante i pasti fuori casa, un dato in crescita rispetto al 64% del 2024.
Questi risultati testimoniano un cambiamento nelle priorità dei consumatori, che scelgono di dedicare maggiore attenzione all’esperienza culinaria e alla compagnia, anziché cedere alla tentazione dello smartphone. Il trend è supportato anche da un’offerta sempre più variegata di ristoranti che adottano politiche esplicite di “phone-ban” per garantire un ambiente più rilassato e coinvolgente.
Il phone-ban: una risposta all’iperconnessione e un segno di lusso esperienziale
Il divieto di utilizzare il cellulare a tavola, noto come phone-ban, nasce da un’esigenza educativa ma anche da un’evidente necessità di preservare la qualità dell’esperienza gastronomica. La presenza costante del telefono, con notifiche e fotografie obbligate a ogni portata, frammenta l’attenzione e riduce la percezione del valore del cibo e del momento condiviso.
Molti ristoranti di alta fascia hanno iniziato a promuovere la qualità dell’attenzione come un vero e proprio parametro di eccellenza del servizio, equiparandolo alla selezione delle materie prime o alla carta dei vini. Il quotidiano britannico The Telegraph ha recentemente documentato questa tendenza, segnalando come chef di fama internazionale abbiano adottato regole ferree contro l’uso del cellulare a tavola, con cartelli ben visibili che invitano gli ospiti a preservare l’atmosfera del locale.
Anche in Italia, ristoranti come Al Condominio a Verona offrono incentivi concreti per chi aderisce alla filosofia del digital detox: ogni coppia che deposita lo smartphone in una cassetta dedicata riceve una bottiglia di Maia Wine Pinot Nero, mentre i gruppi di quattro persone ottengono una bottiglia omaggio. A Teramo, il Stonehenge Ristobar ha istituito il “sabato sera smartphone free”, con sconti fino al 15% per chi lascia il telefono al cameriere prima di sedersi.

Eventi e locali all’avanguardia: la disconnessione come nuova forma di socialità (www.ripam.it)
Nei centri urbani più dinamici come Milano, locali come Bar Frida e Ostello Bello organizzano eventi esclusivi in cui lo smartphone è volutamente escluso, per favorire il dialogo e la vera connessione tra le persone. Questa nuova modalità di socialità, importata da realtà internazionali, si afferma come un antidoto efficace all’iperconnessione digitale.
Tra i pionieri di questa rivoluzione figurano realtà come il Café Brecht di Amsterdam, noto per i suoi “digital detox hangouts” domenicali, durante i quali gli ospiti consegnano lo smartphone in reception per godersi colazioni e conversazioni senza distrazioni. A New York, lo chef italiano al timone del ristorante Hearth di Manhattan ha adottato una soluzione simile, posizionando scatole sigillate su ogni tavolo per invitare gli ospiti a vivere una cena senza interferenze digitali.
Questa tendenza globale sottolinea un desiderio diffuso di recuperare la presenza mentale, l’autenticità e la convivialità a tavola, in un mondo sempre più dominato da notifiche e schermi.
Il calo dell’uso dello smartphone a tavola: dati aggiornati e nuove abitudini (www.ripam.it) 






